Segni Zodiacali: Bilancia

Archiviato il martedì, 30 settembre 2008 in: oroscopo
bilanciaIl Sole transita nel segno approssimativamente tra il 23 Settembre e il 22 Ottobre.

Il pianeta dominante è Venere, l'elemento è l'aria e la qualità cardinale.

La Bilancia, come il suo stesso simbolo suggerisce, cerca l'equilibrio nelle attivita' proprie e in tutte quelle in cui puo' in qualche modo intervenire. Tutte le sue azioni e le sue parole hanno l'obiettivo di mettere pace nel mondo circostante. Non a caso, le vengono riconosciute capacita' diplomatiche congenite e superlative. L'armonia che caratterizza il carattere della Bilancia le impedisce anche di avere pregiudizi. In qualsiasi situazione, nuova o gia' nota, dara' il suo contributo in maniera disinteressata, puntuale, spassionata.
Venere, pianeta dominante del segno, gli conferisce altresi' un fortissimo senso estetico. La Bilancia cerca il fascino e l'armonia in se' stessa e negli altri. I suoi rituali di bellezza sono molto precisi e portano a una raffinatezza che pochi possono eguagliare.

La diplomazia della Bilancia viene spesso scambiata per scaltrezza, o addirittura per un modo sottile e subdolo per raggiungere i propri interessi. Si tratta di una visione grossolana. La Bilancia ha un reale interesse per l'equita'. Se l'attivita' di intermediazione risulta favorevole per la stessa Bilancia, si tratta soltanto di un caso!

Nei rapporti amorosi, la Bilancia, a causa dell'influenza venusiana. Da' grande importanza alla cura del corpo. E' attratta dalle persone che sanno valorizzare il proprio aspetto e, a sua volta, cerca di presentarsi sempre al meglio. Essendo amante della bellezza, potrebbe avere la tendenza a tradire una relazione stabile, se nota l'interesse di qualcuno di, a sua volta, gradevole. Chi vuole che il rapporto con la Bilancia duri deve essere, specularmente, disposto a dedicare una fetta del proprio tempo a una valida cura del proprio aspetto.

Rappresentanti importanti di questo segno sono:
Friedrich Nietzsche, Oscar Wilde, John Lennon, Brigitte Bardot, Sandro Pertini, Vladimir Putin, Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Catherine Zeta-Jones, Naomi Watts, Monica Bellucci.
figlioccio @ 11:19 | commenti (2) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

#EFFETTI OTTICI: Maurits Escher

Archiviato il mercoledì, 24 settembre 2008 in: effetti ottici
Visto che sono passati più di tre mesi dalla mia ultima pubblicazione di un effetto ottico vi mostro il frutto di una mia piccola ricerca bibliografica in merito ai grandi maestri di effetti ottici della storia della grafica: leggendo l'ultimo numero di Focus ho conosciuto Maurits Cornelis Escher ( 1898-1972 ), incisore e grafico olandese.
Qui riporto le sue tre opere più famose:

Cartoon EscherMani che disegnano (1948)

escher2Cielo e acqua I (1938)

escherSalita e discesa (1960)

figlioccio @ 14:55 | commenti | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

BURN AFTER READING - Recensione

Archiviato il martedì, 23 settembre 2008 in: films
la-locandina-di-burn-after-reading-80055Eccolo qua il nuovo film dei fratelli Joel e Ethan Coen, Burn After Reading: un cast spettacolare ( Brad Pitt, George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Richard Jenkins, J. K. Simmons, David Rasche ) per 96 minuti di una commedia cinica e spietata. In realtà si potrebbe parlare di uno spaccato di quotidianità, se non fosse che questo spaccato è visto dai Coen: un evento qualsiasi - ripreso da una telecamera satellitare qualsiasi - ci introduce in una storia che si fa sempre più intrecciata e fine a se stessa e realizza una seria ed incisiva critica allo status quo della società americana ed alle sue nevrosi. Il tocco dei registi è indubbiamente significativo nella caratterizzazione dei personaggi: iperboli e caricature a non finire che raccolgono però nella loro assurdità un sorrisoburn-after-reading-pitt amaro ed allo stesso tempo stupito: si ride, ed anche molto, per l'interpretazione di Brad Pitt - voto: 8 - e ci si incuriosisce sempre di più nei confronti di Harry ( George Clooney, ottimo ) nell'idiozia che costituisce il fondo abissale del film. L'idiozia di una donna ( Frances McDormand ) che pensa di dover rifarsi una vita tramite varie operazioni di chirurgia estetica che cerca storie via internet non accorgendosi dell'ex prete ortodosso che burn_after_reading_013la circonda, oppure dell'ex spia ( John Malkovich ) che pensa di scrivere le sue memorie mentre perde il lavoro e viene tradito dalla moglie. Sulla scia di un divertimento forse anche apparentemente demenziale in alcuni casi, ciò che resta è l'incubo della prospettiva di non-sense aperta dai fratelli Coen con questa pellicola, racchiudibile nell'ultima battuta del film; il fantasma aleggiante di una società proposta come reale e solo per alcuni versi caricata di esagerazione mette il film nella condizione di essere una vera e propria spietata critica sociale affrontata con la leggerezza ed il cinismo di un cinema intellettuale e sarcastico, quale è il linguaggio dei Coen. Alla luce di tutto questo Burn After Reading rimane un film sopra le righe, da vedere, perchè sa tentare una prospettiva mediatica e comunicativa di nuova potenzialità per il cinema americano ed inseririci nel progetto in svolgimento del ritorno ad un realismo serio ed impegnato, sottile e selettivo: per i fratelli Coen, quindi, un capitolo nuovo di una storia avviata, un tassello aggiunto ad un mosaico ancora incompleto.


Guarda il trailer ufficiale:

figlioccio @ 17:05 | commenti (4) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

Il mio video del concerto di Vasco a Bologna - Spinoza

Archiviato il domenica, 21 settembre 2008 in: vasco, video

Ecco il video del concerto di Vasco a Bologna di ieri sera..questo è il momento d'apertura cn la frase di Spinoza!! Emozione a palla!!!!!!


figlioccio @ 22:56 | commenti (2) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

Bologna 20/09/2008: Vasco-Live sarĂ  DVD!!!

Archiviato il venerdì, 19 settembre 2008 in: annunci, vasco, attualità
logo_vk08Domani allo stadio Dall'Ara di Bologna ci saremo anche io e l'amore mio!!!Da quel che so, questa dovrebbe essere la scaletta  del concerto: Intro/Qui si fa la storia/Cosa importa a me/Dimmelo te/La noia/Vieni qui/Non appari mai/E adesso che tocca a me/Come stai/Colpa del whisky/T'immagini/Siamo soli/Interludio/Gioca con me/Medley Rock/Siamo solo noi/Sally/Rewind/Un senso/C'è chi dice no/Gli spari sopra/Il mondo che vorrei/Vivere/Medley acustico /Vita Spericolata/Canzone/Albachiara.
La notizia più interessante è l'intervista rilasciata da Vasco questa mattina a Quotidiano.net nella quale dice: "Girerò il dvd dei live per testimoniare il bagno di folla". Fantastico!!!!!!! Il titolo del Dvd sarà Live a Bologna 2008. "Riempire due sere di fila lo stadio di Bologna non era nemmeno nei miei sogni più sfrenati… direi che sono stupefatto. Ci girerò un dvd, Live in Bologna, così sarò sicuro di non essermelo sognato e rimarrà nella storia"
Peccato che dalla scaletta sia stata tolta Stupendo..ed inserita Come stai..sinceramente un po' dispiace, però vabè,sarà quel che sarà!

2ed8pae
figlioccio @ 12:41 | commenti (2) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

Il Morire dell'uomo - Martin Heidegger e Gustav Klimt

Archiviato il mercoledì, 17 settembre 2008 in: proposte, pittori, heidegger, riflessioni da sigaretta
Vita e Morte_Gustav Klimt

"La fine incombe sull'Esserci. La morte non è affatto una semplice presenza non ancora attuatasi, non è un mancare ultimo ridotto ad minimum, ma è, prima di tutto, un'imminenza che incombe. Ma all'esserci, come essere-nel-mondo, incombono molte cose. Il carattere d'imminenza incombente non è esclusivo della morte. Al contrario: anche questa interpretazione potrebbe far credere che la morte sia da intendere come un evento che s'incontra nel mondo, minaccioso nella sua imminenza. Un temporale può incombere come imminente; la ristrutturazione d'una casa, l'arrivo d'un amico, possono essere imminenti; tutti enti, questi, che sono semplici-presenze o utilizzabili o con-esserci. L'incombere della morte non ha un essere di questo genere. [...] La morte è una possibilità di essere che l'esserci stesso deve sempre assumersi da sé. Nella morte l'esserci incombe a se stesso nel suo poter-essere più proprio. In questa possibilità ne va per l'esserci puramente e semplicemente del suo essere-nel-mondo. La morte è per l'esserci la possibilità di non-poter-più-esserci. Poiché in questa sua possibilità l'esserci incombe a se stesso, esso viene completamente rimandato al suo poter-essere più proprio. In questo incombere dell'esserci a se stesso, dileguano tutti i rapporti con gli altri Esserci. Questa possibilità assolutamente propria e incondizionata è, nel contempo, l'estrema. Nella sua qualità di poter-essere, l'esserci non può superare la possibilità della morte. La morte è la possibilità della pura e semplice impossibilità dell'esserci. Così la morte si rivela come la possibilità più propria, incondizionata e insuperabile. Come tale è un'imminenza incombente eccelsa. [...] Questa possibilità più propria, incondizionata e insuperabile, l'esserci non se la crea però accessoriamente e occasionalmente nel corso del suo essere. Se l'esserci esiste, è anche già gettato in questa possibilità. [...]. L'esser-gettato nella morte gli si rivela nel modo più originario e penetrante nella situazione emotiva dell'angoscia. L'angoscia davanti alla morte è angoscia davanti al poter-essere più proprio, incondizionato e insuperabile. [...] L'angoscia non dev'essere confusa con la paura davanti al decesso. Essa non è affatto una tonalità emotiva di 'depressione', contingente, casuale, del singolo; in quanto situazione emotiva fondamentale dell'Esserci, essa costituisce l'apertura dell'Esserci al suo esistere come esser-gettato per la propria fine. Si fa così chiaro il concetto esistenziale dei morire come esser-gettato nel poter-essere più proprio, incondizionato e insuperabile, e si approfondisce la differenza rispetto al semplice scomparire, al puro cessare di vivere e all'esperienza vissuta dei decesso. [...] Un'interpretazione pubblica dell'esserci dice: "Si muore"; perchè in tal modo ognuno degli altri e noi stessi nella forma del Si anonimo possiamo raccontarci: ogni volta non io. Infatti questo Si è il nessuno. [...] Il morire, che è mio in modo assolutamente insostituibile, è confuso con un fatto di comune accadimento che capita al Si. Questo tipico discorso parla della morte come di un "caso" che ha luogo continuamente. Esso fa passare la morte come qualcosa che è sempre già "reale", coprendone il carattere di possibilità e quindi i momenti costitutivi di incondizionatezza e di insuperabilità. Con quest'equivoco l'Esserci si pone nella condizione di perdersi nel Si rispetto al poter-essere eminente che appartiene al suo se-Stesso più proprio. Il Si fonda e intensifica la tentazione di coprire a se stesso l'essere-per-la-morte più proprio. Questo eluderere la morte coprendola domina a tal punto la quotidianità che, nell'essere-assieme, "i parenti più prossimi" vanno sovente ripetendo al "morente" che egli sfuggirà certamente alla morte e potrà far ritorno alla tranquilla quotidianità del mondo di cui si prendeva cura. Questo "aver cura" crede addirittura di "consolare il morente". Vuole riportarlo nell'Esserci, aiutandolo a nascondersi interamente la possibilità di essere più propria, incondizionata e insuperabile. Il Si procura in questa maniera una costante tranquillizzazione nei confronti della morte. In fondo essa non vale solo per il "morente" ma altrettanto per i consolanti. [...] Il Si non lascia sorgere il coraggio dell'angoscia davanti alla morte. [...] Nell'angoscia in cospetto della morte, l'Esserci è condotto davanti a se stesso in quanto rimesso alla sua possibilità insuperabile. Il Si si prende cura di trasformare quest'angoscia in paura di fronte a un evento che sopravverrà. L'angoscia, banalizzata equivocamente in paura, è presentata inoltre come una debolezza che un Esserci sicuro di sé non deve conoscere. [...] Un essere-per-la-morte è l'anticipazione di un poter-essere di quell'ente il cui modo dì essere è l'anticiparsi stesso. Nella scoperta anticipante di questo poter-essere, l'esserci si apre a se stesso nei confronti della sua possibilità estrema. Ma progettarsi sul poter essere più proprio significa poter comprendere se stesso entro l'essere dell'ente così svelato: l'anticipazione dischiude all'esistenza, come sua estrema possibilità, la rinuncia a se stessa, dissolvendo in tal modo ogni solidificazione su posizioni esistenziali raggiunte. "



[ M. Heidegger, Sein und Zeit,
Niemeyer, Halle, 1927 ( precedentemente pubblicato in «Jahrbuch f. Philosophie u. phänomenologishe Forschung», vol. VIII, 1927 ); trad. it. di Pietro Chiodi: Essere e Tempo, Bocca, Milano, 1953 ( nuova edizione italiana a cura di Franco Volpi sulla versione di Pietro Chiodi con le glosse a margine dell’autore, 1971 ).]

[
G. Klimt,Tod und Leben (Morte e vita) 1908-15, olio su tela ,178 x 198 cm, Leopold Museum, Vienna
]

figlioccio @ 11:52 | commenti (1) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

Domani sarĂ  acceso l'acceleratore di Particelle del CERN a Ginevra

Archiviato il martedì, 09 settembre 2008 in: annunci, attualità, discovery blog
20080905_152148_D4C27187Si chiama Lch, è il più potente acceleratore di particelle mai costruito: a Ginevra per il CERN è cominciato il conto alla rovescia per la conquista del Principio Primo. L'Uno - così per la filosofia e POI per la fisica specilizzata - è l'indivisibile per principio, origine e causa di tutto. Spaccando le particelle a noi finora conosciute a velocità suopersoniche a 100 metri di profondità sul confine tra Francia e Svizzera gli scienziati domani porteranno l'umanità nel viaggio che arriva all'inizio, cioè all'Evento - perchè, diciamocelo con Heidegger, di questo si tratta - che ha scetenato il BigBang e la nascita dell'Universo. Lhc farà scontrare due fasci di protoni con energie fino a 7 volte superiori a quelle degli acceleratori utilizzati oggi per osservare le diverse particelle elementari che si formeranno da queste collisioni. Forse scopriremo qual'è la Particella Prima. Lo scopo è cercare una nuova fisica oltre il «modello standard», l'attuale teoria delle particelle elementari coerente con la scoperta dei bosoni W e Z del Nobel Carlo Rubbia, che mostra però più di un problema nel descrivere la struttura dell'Universo. Tra le particelle che Lhc dovrebbe immortalare c'è anche il famigerato Bosone di Higgs, la "particella di Dio" ipotizzata dallo scozzese Peter Higgs negli anno 60 per spiegare l'origine delle masse delle particelle elementari, ma mai osservate direttamente.
Inizia un nuovo tempo per la scienza e forse per l'umanità: o forse semplicemente non succederà nulla. In8234805 ogni caso il rischio è altissimo: la massa di campi magnbetici e di radiazioni che verranno prodotte, se non controllate a dovere, potrebbero spazzare via la realtà a noi conosciuta e danneggiarci; ma anche a questo avranno pensato i competenti scienziati del Cern, che hanno affermato essere tutto sotto controllo. A noi resta l'attesa per un evento che ci abbraccia inevitabilmente anche se noi probabilmente ne rimaniamo solamente stupiti ed impauriti, perchè è l'evento della nascita del Cosmo e quindi del nostro microcosmo, perciò di ciascuno di noi e del nostro essere al mondo.

figlioccio @ 17:18 | commenti (7) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni