Ultimissime su Chuck Norris....

Archiviato il venerdì, 27 giugno 2008 in: chuck norris

p1_norrisNella cantina personale di Chuck Norris il vino non invecchia. Muore.

Quando indossa una camicia di forza, Chuck Norris diventa effettivamente più forte.

Chuck Norris può superarti correndo sul posto.

Nell'uovo di Pasqua, Chuck Norris ha trovato un altro uovo di Pasqua. Più grande.

Chuck Norris ha trovato l'Area 51 facendo Base 17 per Altezza 3.

Chuck Norris può fumare sott'acqua.

Quando qualcuno gli telefona, Chuck Norris risponde sempre "Pronto. Ad uccidere".

Sullo zerbino di Chuck Norris c'è scritto "addio".

Le valchirie vanno pazze per la cavalcata di Chuck Norris.

Chuck Norris ha una serra in cui coltiva piante. Dei piedi. Ognuna in grado di sferrare calci rotanti.

La mamma di Chuck Norris non lo allattava, da piccolo. I suoi seni producevano birra ghiacciata.

Chuck Norris può leggere le impronte digitali ad alta voce.

Chuck Norris può riempire un pozzo senza fondo.

Chuck Norris in sella ad un cavallo di una giostra può raggiungere il cavallo che lo precede.

Chuck Norris può stabilire un nuovo primato semplicemente schiacciando il tasto record del telecomando.

L'obiettivo della macchina fotografica di Chuck Norris mette a ferro e fuoco.

Quando ha particolarmente caldo, Chuck Norris può farsi ombra da solo mettendosi una mano sopra la testa.

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figlioccio @ 20:13 | commenti (1) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

recensione a "Gli Incendi" di Filippo Davòli

Archiviato il sabato, 14 giugno 2008 in: annunci, lettura, inversioni, filippo davòli
incendiIl fuoco trasforma. Il fuoco continuamente diviene e divenendo alimenta il costruirsi ed il distruggersi dell'universo. "Sapiente il fuoco", diceva Eraclito, che "disperde e ancora raduna, e si avvicina e si allontana". Questo fuoco non è nulla che noi possiamo immaginarci; non è nulla di umano. Umano è il riconoscere che qualcosa brucia, il vedere ardere un incendio nella sua potenza come sentire un sentimento crescere e dilatarsi. Ma il fuoco è primo, è l'origine. E' il "perchè" dell'incendio: la sua ragione.
La poesia di Filippo ha il suo luogo nell'incendio nel momento in cui ha il sapore della passione, trasuda di ri-generazione e nasce dall'impeto del Fuoco. Leggiamo una poesia:






Quando il vento si posa oltre la notte
e un canto si solleva lungo i fiumi
tra le erbe non accolte
che dal ciglio di pietra, nell'alveo
che conduce, diresti
che tutto ha un senso,
anche il dolore, anche la morte
che accarezza quel ciglio, che lacrima
nei silenzi del fuoco. E appare
il bagliore dell'alba,
fraternità delle zolle, medesimo
sguardo alla luce, al vero.
La carta allora
torna ad aprirsi, un'orma
traccia il camminamento.
Ci interpella uno stesso fluire
oltre sterpaglie basse.


Credo che questa poesia de "Gli incendi" possa costituire il cuore del libro, il nucleo forte: l'accoglienza del divenire nel suo riunirsi nella quiete. Il tempo della morte e del dolore è raccolto nella prospettiva della luce e questa folgore è una visione d'insieme, tutt'altro che soggettiva, al senso ultimo del fluire: là, nell'inavvicinabile orizzonte di questa luminosità, convergono i volti di tutti quelli che "ci-sono" in questa apertura, quelli che semplicemente guardano e si meravigliano. Questi sono i ragazzi di ogni parte del mondo che Filippo ha incontrato e che hanno tracciato il cammino del fuoco insieme con lui. Lui ha incontrato loro come loro l'hanno incontrato: per questo, io credo, l'orma è segnata con le lettere  dell'accoglienza. Ma chi accoglie e chi è accolto? Chi traccia e chi è tracciato? Chi interpella e chi è interpellato? Accogliere è prima di tutto raccogliere-presso; accogliere è avvicinare, come direbbe Heidegger, nel senso di dis-allontanare, ossia "far scomparire la distanza". Eliminare le distanze e tracciare un unico sentiero avvicinante; convergere verso l'uno, il vero. Chi interpella è allora il vero, cioè la direzione. La direzione dirige in quanto ci mette in moto, "ci" dirige. Ma come ci dirige? Con la passione, col fuoco di un incendio, con ciò che ci spinge. Questo fa il divenire: converge i distanti in una stessa orma, "uno stesso fluire".
In questo luogo che segna il "dove" del poema di Filippo - il luogo a cui tendono tutte le parti - si crea l'apertura di un mondo, appare una situazione che dal non-detto ed arriva a "dirsi", ad e-sistere. E' un mondo reale, concreto, dove la morte è silente al bagliore del fuoco, è sconfitta dalla vita del fiume che rinasce dalla fraternità. E' un segnavia. Un segno di ri-generazione.

"Un anno fa sono partito da casa
e non posso chiamare se non ho soldi
da mandare a mia madre. Che le direi?
Ma non ci torno, non ci tornerò più
a salutare i miei monti - lei, che pensava
che in tutto il mondo si parlasse persiano
"

                                                     ( Ali )

figlioccio @ 00:03 | commenti (2) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

Perchè quando salutiamo diciamo: "CIAO!!" e qual'è il suo significato

Archiviato il lunedì, 09 giugno 2008 in: etimologia
Quante volte ogni giorno ci troviamo a salutare persone che incontriamo per strada, all'università o sotto casa e la prima cosa che ci esce dalla bocca è "Ciao!....", seguito da qualsiasi al tra frase?? Praticamente di continuo. Ma mi chiedo: come mai salutiamo in questo modo? Che significa la parola "ciao" e perchè la usiamo in modo così spontaneo ed automatico? Qual'è la sua origine?
Facendo una piccola indagine etimloogica ( Dizionario Garzanti ) ho scoperto una cosa davvero interessante e per nulla scontata: il vocabolo ha origini dialettali veneziane, da Schiao; questo termine sta per "schiavo" e veniva usato a Venezia principalmente ad intendere
Addio, Salve, Buon Giorno, Buona Notte, cioè "sono tuo schiavo", "mi lego a te col saluto". Una sorta di schiavitù del saluto, una generosità "dovuta".
Oggi questa forma di saluto non possiede più la medesima connotazione, scivolata silenziosamente ed inesorabilmente nell'inconscio collettivo, ma credendo nel non-detto della lingua stessa e di come almeno del 70% delle parole che pronunciamo ogni giorno non siamo consapevoli ma le "gettiamo-fuori" e queste "sono", mi chiedo se questo saluto non sia ancora oggi percepito, magari profondamente, come una generosa donazione di se stessi all'altro, o se magari, dicendolo, nei fatti  sia così, nella inconsapevolezza diffusa.
figlioccio @ 15:53 | commenti (6) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

I Puffi ed il Comunismo, Walt Disney e i messaggi subliminali e molto altro...

Archiviato il martedì, 03 giugno 2008 in: messaggi subliminali, effetti ottici

I Puffi ed il Comunismo


Walt Disney e non solo.....tutti i messaggi subliminali


grazie ai video di menphis75

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figlioccio @ 15:49 | commenti (1) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

GIAMMANGIATO - Trailer

Archiviato il lunedì, 02 giugno 2008 in: humor, video, simpatic
Mai Dire Martedi 2008


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figlioccio @ 11:33 | commenti | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni