Archiviato il giovedì, 25 ottobre 2007 in:
barthes
" [...]nessuna trascendenza, nessuna salvezza, nessun romanzo (ma molto di romanzesco). Naturalmente, ogni episodio amoroso può essere dotato d’un senso: esso nasce, si sviluppa e muore: segue cioè una strada che può sempre essere interpretata come una causalità o una finalità, sia pure per moralizzare (”Ero pazzo e sono guarito”; “l’amore è un’illusione da cui d’ora in poi mi saprò guardare”, ecc.): è la storia d’amore, asservita al grande Altro narrativo, all’opinione generale che sminuisce qualsiasi forza eccessiva e vuole che lo stesso soggetto riduca il grande flusso immaginario, che lo ha attraversato senza ordine e senza fine, a una crisi dolora, morbosa, da cui bisogna guarire […]: la storia d’amore (l’”avventura”) è il tributo che l’innamorato deve pagare al mondo per riconciliarsi con esso. "
R. Barthes, "Frammenti di un discorso amoroso"