AQUISGRANA IN VAL DI CHIENTI
Comitato per lo studio della presenza dei Franchi,Carolingi, Sassoni e Svevi in Val di Chienti
Ho letto sul sito di Repubblica che ci sono state delle scoperte interessantissime riguardo a Pompei ed in particolare a come questa città fosse stata fondata, visto che della sua tragica fine sappiamo quasi tutto; l'insistenza degli scavi ha portato alla luce gli edifici che si celavano sotto le mura ed i resti ancora presenti, rivelando la originaria natura Etrusca della metropoli romana, risalente al VI secolo a.C. secondo gli ultimi studi.
Senza gli scavi e soprattutto qualche ente in grado di finanziarli (e quindi senza la necessaria importanza storica e quindi "pubblicitaria" del sito) nulla di tutto questo sarebbe potuto venire alla luce, poichè nascosta dal empo e dall'abilità della natura.
Tutto ciò mi sembra molto utile per lanciare un messaggio agli enti della nostra regione, le Marche, perchè prendano in seria considerazione gli studi realizzati dal prof. Giovanni Carnevale: nella sua tesi, che promuove da più di vent'anni, il professore - insegnante di Latino, Greco, Storia dell’Arte, esperto di archeologia ed ottimo conoscitore delle lingue tedesca e francese - sostiene, a buon diritto, che la storia occidentale dell'Alto medioevo, in particolare dell'età di Carlo Magno, veda interamente rivista sotto una nuova ottica.
Nella località di S.Claudio, a pochi km da Macerata, alla fine di un grazioso vialetto fiancheggiato da una fantastica ed antichissima pineta, si trova una chiesa, che oggi viene chiamata Abbazia, per i suoi inspiegabilmente numerosi possedimenti. Un "unicum" nella nostra zona per la sua architettura, che attirò subito la curiosità del professore, sollevando una serie di interrogativi rivoluzionari. "Fu la sua enigmatica architettura a far sorgere i primi inquietanti interrogativi sulla sua origine e funzione: per struttura S. Claudio risultava sorprendentemente identica alla basilica di Aquisgrana vista da Vidukind nel 936 e da lui descritta con ricchezza di particolari all'inizio del II libro della sua Cronaca." dice il prof. Carnevale nelle sue pubblicazioni.
Proprio così: questa chiesa è in realtà la Cappella Palatina, la famosa Aquisgrana da sempre collocata ad Aachen per ignoranza e per ingenuità, visto che non esistono documenti storici che lo dimostrino; "Il Barbarossa testimonia che Carlo Magno fu dichiarato santo ad Aquisgrana e dagli "Annales Aquenses" risulta che l'anno dopo, nel 1166, venne traslato. Non si dice dove ma presumibilmente ad Aachen, dal momento che oggi i suoi resti si trovano là."
Ad Aachen il corpo fu "traslato", cioè in precedenza era altrove. Quindi, stando ai documenti, Aquisgrana non era di certo Aachen. Ma proseguiamo con le prove: "Il Notker, che aveva certamente visto Aquisgrana afferma che sulla sommità della Cappella Palatina vi era un terrazzo che girava intorno alla cupola centrale, cosa ancora verificabile non a S. Claudio in quanto la cupola è venuta meno ma a S .Vittore alle Chiuse che di S. Claudio è chiesa derivata.
Ad Aachen la terrazza non c’è, né vi è mai stata, poiché la cupola non lascia spazio ad una terrazza che le giri intorno. Come mai una notizia cosi importante ha potuto essere accantonata ? Semplice: si è detto che Notker racconta bugie ma solo in virtù del fatto che ad Aachen una terrazza non esiste!". " I terremoti escludono che Aquisgrana potesse essere localizzata a nord delle Alpi. Le fonti storiche citano terremoti nell' 803, 814, 823, 829. Aachen come tutta la Germania non è zona di particolare rilevanza sismica."
"Ogni anno a primavera Carlo Magno adunava il suo esercito nel Campus Maius. In Val di Chienti c'è ancora oggi, alle spalle di S. Claudio una vasta pianura chiamata Campomaggio. Andrea Bacci di S. Elpidio a Mare, noto archiatra del 1550, additava resti di un Palazzo antico, ritenuto per tradizione il Palazzo di re Carlo, proprio nella zona di S. Claudio.
Eccone il passo originale:
"Si venne a un gran fatto d‘Armi ne i piani di Chienti…., la quale istoria si raccoglie bene da chi osserva gl‘ autori e i gran fatti di Carlo Magno contro i Saraceni, ma più chiaro lume n‘habbiamo noi per le memorie particolari, che ne rimasero in quei luoghi, e vi si veggono infino al presente giorno, perché ottenuta si gran vittoria quel buon Imperatore in conformatione del fatto e a gloria di Dio fece subito edificare in quei piani, dove fu fatta la giornata, un monastero, a nome e gloria della Santa Croce….; il qual tempio è Abbatia hoggi lontana da Sant‘Elpidio tre miglia e si vede in piede di nobile Edifitio, e ben dotata; e più oltre si vede ancora una parte d‘un Palazzo da Campagna antico, che fino al dì d‘hoggi della memoria di sì gran fattione è chiamato il Palazzo di Re Carlo".
(Bacci Andrea, Origine dell‘antica città di Cluana, oggi Sant‘Elpidio a mare. Riportato in Natale Medaglia, Memorie istoriche della città di Cluana. Macerata 1692.).
Tutto ciò riempie le nostre terre di uno splendore nuovo: storicamente, si può dire che numerose anomalie persistenti, dovute all'incomprensione di numerosi testi fondamentali ( come le biografie di chi visse accanto a Carlo Magno, ossia Eginardo - "Vita Karoli Magni Imperatoris" - e Notker - "De Gestis Karoli Imperatoris") si risolvono posizionando Aquisgrana in Val di Chienti, cioè nell'attuale s.Claudio.
"Carlo Magno fu dichiarato "beatus" in Aquisgrana a Natale del 1165 da Pasquale III, un antipapa italiano di parte imperiale, di cui è documentabile che non mise mai piede in Germania. Per spiegare l'assenza del papa da Aachen, i manuali di storia ripetono che detto papa fu sostituito nella beatificazione di Carlo Magno da Rainald von Dassel, legato imperiale per l'Italia e dal 2 ottobre 1165 arcivescovo di Colonia. Ma questo è un inventarsi gli eventi storici !"
"Notker ci informa che Carlo Magno nel ricevere a corte un'ambasciata bizantina si lasciò sfuggire l’espressione per cui se non ci fosse stato " ille gurgitulus" (quello stagno,quella pozzanghera) a separarlo da Bisanzio ne avrebbe potuto condividere le ricchezze dell'Oriente. L'espressione avrebbe senso solo se pronunciata in Val di Chienti, col braccio teso ad indicare l'Adriatico."
Tutto ciò parte però dall'evidente somiglianza architettonica della chiesa di S.Claudio con altre chiese (Germigny de Près, presso Orleans; il Frigidarium di Khirbet al Mafjar "E' probabile, per le straordinarie analogie di strutture e di dettagli, che a progettare S.Claudio sia stato lo stesso architetto di Khirbet al Mafjar e che R. W. Hamilton ha identificato in Abd Allah ibn Sulaym.
Dalle fonti risulta che presso la corte di Aquisgrana vi fossero tanto un orientale di spicco il cui nome era Abdullah quanto maestranze provenienti dalla Siria islamizzata") che dai documenti storici dell'epoca risultano essere state i modelli architettonoci voluti da Carlo Magno per la costruzione della Cappella di Aquisgrana. Aachen non ha niente in comune con questi modelli, perciò oramai è fuorui discussione che la residenza di Carlo Magno fosse lì, è certo infatti che Federico I Barbarossa "traslò" il corpo santificato di Carlo in Germania e dopo di lui si affermò che quella fosse la vera Aquisgrana, ma a torto, unicamente per affermare il primato germanico sul Sacro Romano Impero.
Dice Carnevale: "Non ho formulato una teoria astratta. Ho valutato i dati delle fonti da un nuovo, unitario punto di vista, ho sottoposto a riesame critico i dati archeologici, ho ambientato geograficamente il tutto. Non pretendo di essere creduto sulla parola; mi auguro solo di suscitare interesse per un problema di enorme rilevanza culturale. So che i medievisti non dispongono di concreti elementi per rifiutare o confutare la tesi, che è inattaccabile perché vera. Il sisma culturale da essa provocato scuote però le basi di tutte le discipline storiografiche relative all'Alto Medioevo e l’accoglimento della tesi postula una nuova riflessione storica che richiede tempo. La storiografia è colta in contropiede e per la sensibilità dei tedeschi Aachen costituisce un mito, a cui non si può rinunciare a cuor leggero."
Vi rimando al sito del Comitato per lo studio della presenza dei Franchi,Carolingi, Sassoni e Svevi in Val di Chienti ed al sito per Aquisgrana in val di Chienti,
L'unica possibilità per dare luce a queste indagini è fare degli scavi, delle ricerche in loco per ridare alle nostre terre lo splendore e la centralità che avevano negli anni di formazione dell'Europa. Perciò il mio è un appello: spero che qualcosa si muova.




















Voi le avete viste le api? Beh, durante la mia pausa sigeretta, nel post-pranzo, oggi io ho visto la mia prima ape della stagione: timida (il mio sguardo l'ha incontrata un attimo, per poi vederla scappare via insieme al fumo) ed impaurita.
preavviso, e tu ti giri e chiedi "era un prodigio, vero?!?" e senti rispondere "Beh, pare di sì"; la natura parla con i suoni e con i colori, cioè di emozioni.
spettacolo. tranquille e mansuete, per ascoltare il suono della lira. é questo è tutto: tanto potente e formidabile era quella musica, che riusciva a smuovere le selve e le rocce, e a farle cambiare di posto, disponendole in ordine e in modo conveniente intorno a lui. Tutto questo continuò ad avvenire felicemente e con grande meraviglia per un certo tempo, finché le donne della Tracia, eccitate dalla furia bacchica, soffiarono in un corno che dava un suono roco e fortissimo: a causa dello strepito non si poté più udire il suono della musica, e allora rotta l'armonia, che era il vincolo che manteneva unita la società di Orfeo, l'ordine cominciò a turbarsi, e tutte le fiere tornarono alla loro natura perseguitandosi a vicenda come prima, le pietre e le selve non rimasero più nel luogo dove erano; lo stesso Orfeo, infine, fu dilaniato dalle donne furenti e sparso a pezzi per i campi. In ricordo della sua morte, l'Elicona, fiume sacro alle muse, indignato, sprofondò le sue acque sotto terra e mise poi fuori il capo in altri luoghi. 


