Gabbia - di Faraday...

Archiviato il mercoledì, 23 agosto 2006 in: insonnie, riflessioni da sigaretta

Dovunque ti trovi...stasera ero al Luna Park, da poco sbarcato vicino alla mia città, a cercare di fare qualcosa; nel cercare di riutilizzarmi come macchina da soldi per i giostrai, mi sentivo addosso un umore indefinibile, fatto per lo più di cariche di energia contrastanti che sbattevano contro il corpo perchè non trovavano via d'uscita in nessuno sfogo. Una voglia di fare che non trovava riscontro mentale, rimaneva superficiale. Come il grande Faraday spiegò magistralmente, nel teorema detto della GABBIA DI FARADAY, mi sentivo conduttore di una carica che non arrivava al cuore, ma si concentrava negli spigoli della superfice senza trovare pace. Come se il corpo fosse da gabbia all'anima - Socrate.

Cmq questo entra poco/niente nel discorso che sto per cominciare. Oggi parlo delle relazioni.

Il gruppo è gruppo in quanto composto da molti individui. Ciascun individuo è individuo in quanto è uno, irripetibile, solo, unico, inimitabile, disadattato e distaccato: Il gruppo è un insieme di parti distinguibili. Il miracolo è la coesione, presa come univocità di intenti ed azioni, effetto di una volontà comune. La regola è il mucchio: la consuetudine e la mancanza di alternative generano un'uscita collettiva, la quale per mancanza di intenti ed azioni comuni e volontà - spesso buona, per altro - arrotolatasi nelle successive occasioni, si regge nell'indipendenza dei singoli individui e non nella loro coesione. Rimane una vicinanza tiepida - spesso farcita di esperienze comuni.. - di persone sole, distaccate e volutamente uniche, senza specifiche prospettive lontane dalle proprie singole azioni.

Il gruppo si vede in se stesso quando un singolo, riconoscendo nell'altro se stesso, come parte, riesce a trascendere se stesso per andare verso il nuovo se stesso, il gruppo, e dire all'altro ciò che direbbe a se stesso in ogni momento della vita, cioè la propria verità senza timori nè tentennamenti. Un tutt'uno, un uno, un nuovo disadattato e distaccato: il gruppo.

Io vedo il fallimento del mio: nel mio, cioè nel mio Io, vedo il senso di unicità e distinguibilità che mi riconosce appartenente ad un gruppo non-coeso; la mancanza di franchezza dell'altro mi rivela sua stessa situazione e la nostra comune mancanza, seppur dopo tanto tempo. Il tempo mi mostra che è ora di uscire, prendere il fagotto ed allontanarmi in silenzio, senza rimorsi - visto che non sento nulla da rimpiangere- e magari tornare a terra, la semplice e nuda terra, per baciarla ed insozzarmi le labbra. O prendere me stesso, i miei ricordi ed affetti e fare un gran casino, rovesciare gli equilibri e spezzare le catene d'ipocrisia, per rimanere solo ed unico - come lo sono ora - ma con la coscienza della parola spesa bene, fino in fondo, da vincitore o perdente.

Buona notte. 

figlioccio @ 02:43 | commenti | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

UNA BELLISSIMA CANZONE - BUON ASCOLTO

Archiviato il sabato, 19 agosto 2006 in: proposte, attualitĂ , riflessioni da sigaretta
Red Hot Chili Peppers – Stadium Arcadium
 
Wet Sand
 
 
My shadow side so amplified
Keep coming back dissatisfied
Elementary son but it's so...

My love affair with everywhere
Was innocent why do you care
Someone start the car
Time to go...you're the best I know

My sunny side has up and died
I'm betting that we collide
The universe will shift into a low

The travesties that we have seen
Are treating me like Benzedrine
Automatic laugher from a pro

My what a good day
For a walk outside
I'd like to get to know
You a little better baby
God knows that I really tried

My what a good day
For a take out bride
I'd like to say we
Did it for the better of

I saw you there so unaware
Those hummingbirds all in your hair
Elementary son but it's so

The disrepair of Norma Jean
Could not compare to your routine

Balarama beauty
Going toe to toe

My what a good day
Just to let it slide
I'd like to say we did it for the better of

I thought about it
And I brought it out
I'm motivated by the lack of doubt
I'm consecrated but I'm not devout
The Mother the father the daughter

Right on the verge just one more dose
I'm traveling from coast to coast
My theory isn't perfect but it's close

I'm almost there why should I care
My heart is hurting when I share
Someone open up and
Let it show

My what a good day
For a walk outside
I'd like to think we did it for the better of

I thought about it
And I brought it out
I'm motivated by the lack of doubt
I'm consecrated but I'm not devout
The Mother the father the daughter

You don't form in the wet sand
You don't form at all
You don't form in the wet sand
I do Yeah

You don't form in the wet sand
You don't form at all
You don't form in the wet sand
I do
figlioccio @ 01:43 | commenti | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

SCAVO - CANTIERE APERTO

Archiviato il sabato, 12 agosto 2006 in: inversioni
Vetri aguzzi a polmoni
 
Vetri aguzzi a polmoni - sembra risuonare a vuoto
la tosse che sbatte contro un sottile cuscino; agitano
l’aria da morti tanti e tanti capelli, chissà dove nascono
nel pensiero..barba rada – c’è un istmo a secca
che né guelfi né ghibellini riescono a riempire.
 
Sale grosso ed imponente – come a divider due amanti
- il naso, sfiato dell’anima, olio alla ragione. Infine il cuore
asilo di emozioni e briganti, terra di conquista: mi agito nel letto
fatico a calarmi nel gioco, la storia ancora mi cavalca e mi sprona.  
figlioccio @ 02:45 | commenti | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni

STATICITA' - COME FUGGIRNE?

Archiviato il giovedì, 03 agosto 2006 in: riflessioni da sigaretta

Mi sento sconvolto oggi dalla sensazione dell'inevitabile. Sarà pur vero che tutto ciò che accade DEVE accadere, che esiste una libertà che si genera nel seno del prestabilito - ci rigiriamo nella possibilità e nell'inadeguatezza di vivere quando queste sono la progettualità stessa già insita nell'accadere?

Scrive Huxley (autore inglese) : "Ma il pensiero è lo schiavo della vita/ E la vita il buffone del tempo/ E il tempo, che abraccia tutto il mondo/ Si deve fermare".  Scrive Nietzsche: "Come dunque il sentire e precisamente il sentire in molti modi è da riconoscere quale ingrediente della volontà, così in secondo luogo è da riconoscere anche il pensare: in ogni volizione c'è un pensiero che comanda...La volontà in terzo luogo non è soltanto un insieme di sentire e pensare, ma anche e soprattutto una passione: e proprio la passione del comando. Ciò che si chiama libero arbitrio è essenzialmente la passione della superiorità rispetto a colui che deve obbedire.."

Mi spinge il pensiero che naufraghiamo lentamente entro una storia che non ha niente di nuovo: tutto ciò che noi crediamo essere nostro, cioè specifico della nostra irripetibilità come essere, in realtà è già STATO, in qualche maniera: decisioni, idee,partenze,arrivi,nausee,lavori,pigrizie, scritti,emozioni,melodie,pensieri,battute,amori,morti,guerre...nulla di tutto ciò è originale, in quanto già presente in qualcun'altro nella sua essenza - cambiano le modalità, i mezzi, le specificità: il principio unico di tutte queste attività si ripropone all'infinito in individui diversi ed in luoghi diversi senza avere fine. Il problema è sempre lo stesso: qual'è questo Principio?

"Bisogna volare senza esitazione là dove ci sentiamo spinti, come fossimo uccelli nati liberi! Possiamo arrivare ovunque, e sarà sempre un luogo libero e assolato"; almeno, dico, bisogna provarci. Visto che ciascuno è costretto a vedere la propria realtà come unica e speciale per non cadere nel qualunquismo e nella lettera anonima, tanto vale tentare di sentirsi liberi, volare, rischiare e ammazzare così l'istinto inevitabile! Rimarrà a noi così non più il sentimento di staticità che accompagna la nostra crescita direzionata nella società, ma la prospettiva (progetto) alienante della fuga, del fare qualcosa di nuovo, vero, limpido.

Io credo che non sia possibile. Qualsiasi uccello quando si alza in volo deve poi tornare a posarsi. Il suo volo, poi, sarà lo stesso di altri uccelli che come lui e prima di lui avranno provato a volare in eterno, senza riuscirci. Tutti tornaranno a posarsi sulla statica realtà anonima, pensando di avere un'avventura da raccontare, di avere spezzato il ritorno dell'eguale, di essere stati liberi. Ma non si accorgeranno di riproporre un disco già sentito, mille e più volte, ogni volta allo stesso modo e sempre.

figlioccio @ 15:43 | commenti (1) | VOTA!! | | |   | post<li> | Traduzioni